Imprese per lo Sviluppo del Commercio Moderno in Puglia

Comunicato stampa del 1 giugno 2011

Basta con la demonizzazione delle aperture festive e si alla corretta informazione!

Nelle ultime settimane è infatti ripartita la sterile polemica sulle aperture domenicali e festive degli esercizi commerciali.

Sterile perché nella discussione nessuno fa riferimento all'attuale situazione economica generale ed a quanto le aperture possano contribuire a migliorare il quadro socio-economico diffuso.

Tanta superficialità sicuramente non giova in questi momenti.

Ancor peggio quando la demonizzazione delle aperture festive viene utilizzata come strumento a tutela dei lavoratori. Niente di più sbagliato. Gli strumenti che tutelano i lavoratori sono propri del “lavoro”. Il rispetto dei contratti ed i controlli, sia da parte delle istituzioni sia da parte delle organizzazioni sindacali, sarebbero un vero e proprio toccasana. Le nostre aziende, applicando correttamente i contratti o stipulando quelli aziendali, lo fanno da anni e con ottimi risultati.

Lo dicono i dati, uno su tutti il bassissimo turnover del personale che, notoriamente, quando registra picchi in rialzo, è il primo segnale di malessere interno per tutte le aziende.

Vogliamo ricordare che, quando si parla di liberalizzazione delle aperture, non si fa altro che richiamare i principi sanciti dai Trattati Europei - ovvero l'autodeterminazione delle strategie imprenditoriali e, più in generale, l'equilibrio che deve attuarsi liberamente tra l'offerta e la domanda dei consumatori.

Gli stessi principi sono ripresi e ribaditi dal D. Lgs 112/1998, il cosiddetto “Decreto Bersani”.

Giova precisare, diversamente da quanto sostengono taluni, che l'apertura festiva rimane una facoltà dell'imprenditore e non un obbligo di “legge”.

Per questo abbiamo deciso di riunirci, come un anno addietro, sotto la sigla ISCM Puglia con l'obiettivo comune di chiarire quello che in molti hanno cercato di confondere, ovvero puntualizzare il valore delle aperture festive e domenicali.

Difendiamo l'attuale assetto normativo regionale e, grazie alla liberalizzazione attuata dal 1° maggio al 30 settembre di ogni anno, nonché il mese di dicembre e i periodi di vendita a saldo, riteniamo sia un passo in avanti rispetto al precedente testo di legge.

Ma come chiarivamo un anno addietro, la Legge attuale, frutto comunque di un giusto compromesso al tempo della sua approvazione (L.R. 5/2008), non è sufficiente a contribuire significativamente alla crescita dell'economia locale, alla sopravvivenza delle aziende commerciali ed alle esigenze dei consumatori che beneficerebbero, tra l'altro, di una concorrenza più ampia e di conseguenza determinerebbe maggiori opportunità di risparmio.

Quello della continuità del servizio offerto, oltre alla reale conoscenza delle diverse realtà locali, diventa requisito essenziale. Consolidate sono infatti, le esperienze di città come Lecce e Molfetta che, grazie anche alla completa liberalizzazione delle aperture, sono diventate riferimento assoluto per vaste aree di territorio. Non sono ormai una novità, ogni domenica, le lunghe code in ingresso verso le suddette città.

Per questo e per tanti altri motivi chiediamo una più ampia liberalizzazione delle aperture festive e domenicali senza forti limitazioni che ostacolino la crescita e contribuiscano alla frequente litigiosità tra le aziende che producono economia e le amministrazioni locali che dovrebbero supportarle.

Auspichiamo che la Legge Regionale vigente passi dall'attuale concetto della “deroga alla chiusura” ad un più concreto concetto di “concertazione di alcune chiusure” nel rispetto delle principali festività laiche e religiose (Natale, capodanno, 1° maggio, ecc).

Questo garantirebbe sia i principi sopra richiamati sia il principio della concertazione.

Ne gioverebbe l'economia pugliese e non solo.

La nostra azione è anche volta a sottolineare la centralità del ruolo che i lavoratori hanno nelle nostre aziende grazie ad azioni mirate alla loro tutela partendo da:

  1. Garanzie sul mantenimento del posto di lavoro;
  2. Turnazioni e riposo infrasettimanale;
  3. Turnazioni sul lavoro domenicale (anche nei mesi dove abitualmente questo non accade come può essere il mese di dicembre);
  4. Retribuzione dello straordinario festivo e domenicale applicando le dovute maggiorazioni e, quando possibile, adottando strumenti di retribuzione accessoria ed incentivante.

Alcuni numeri sul valore delle aperture domenicali e festive:

  1. crescita di un punto percentuale del PIL nazionale;
  2. incidenza sui fatturati annui fino al 32%;
  3. incidenza sul monte ore annuo in incremento che oscilla tra l'11 ed il 12% (straordinari e nuovi posti di lavoro);
  4. Incidenza su maggiori esigenze di servizi innescando un meccanismo virtuoso che porta alla crescita dell'indotto (portierato, pulizie, vigilanza, manutenzione, intrattenimento e spettacolo, ecc.);
  5. Attrazione di investimenti poiché è sempre più elemento discriminante nella scelta delle Regioni e dei Comuni presso cui realizzare nuovi punti vendita.

Rischi, per le nostre aziende, nel caso di una riduzione delle attuali deroghe alle chiusure:

  1. Riduzione dell'occupazione fino al 12 % e migrazione, quasi certa, verso il lavoro nero.
  2. Riduzione del numero dei punti vendita 8 %

Alcuni numeri sulle aziende che aderiscono:

  1. N. 228 sedi in Puglia*;
  2. N. 4013 occupati*;

Bari, 31 Maggio 2011

 

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* Non disponibili i dati di alcune aziende aderenti.