Negozi chiusi il Primo Maggio

Gli esercenti di Madonnella e Libertà: «Nuova mobilità per salvare il lavoro»

Scoppia la polemica. Grande distribuzione e negozianti divisi sulla decisione

"Chiuso per festività". E’ il cartello che baresi e turisti troveranno in città per il Primo Maggio. Domenica saracinesche abbassate per alimentari e negozi della piccola e grande distribuzione. Una scelta dettata dalla legge regionale sul commercio che pur prevedendo la possibilità di restare sempre aperti nelle città turistiche da maggio a settembre, considera il Primo Maggio da calen- dario rosso come nel caso del 25 dicembre o del 15 agosto.

Gli operatori sono quasi tutti favorevoli alla serrata. «Una decisione giusta - spiega Nicola De Giglio, di Confartigianato - Bari non è ancora una vera e propria città turistica. Domenica 17 aprile era prevista l’apertura in deroga ma in pochissimi hanno deciso di lavorare». Stessa antifona nei punti vendita. «Sino a quando non saranno creati progetti per ravvivare il commercio non arriveranno né turisti, né clienti dal resto della provincia» tuona Pasquale Denapoli, della Benetton. La grande distribuzione invece storce il naso. Gaetano Cordella responsabile della ricerca e dello sviluppo per Fashion Town-City Moda spiega: «In altre città abbiamo avuto numerosissime richieste per restare aperti. A Bari purtroppo nulla da fare, resteremo chiusi in un periodo in cui alle aziende gli incassi straordinari gioverebbero». A gennaio scorso per aver sforato le aperture domenicali l’azienda fu sanzionata dal Comune: multa e 8 giorni di chiusura durante i saldi invernali. Intanto un centinaio di commercianti che hanno aderito all’iniziativa Ecomportamenti avanzano le loro richieste: «Il ridisegno dei tragitti del park and ride (linea A e B), una circolare di quartiere per il Madonnella e poi collegamenti trasversali dal quartiere Libertà fino a corso Sonnino con le circolari destra e sinistra. «A Madonnella bisogna far passeggiare chi vuol spendere e rendere la vita possibile ai residenti – spiega Marco Protano, gestore del Joy’s Pub – servono anche aree di sosta per i grossi automezzi per evitare disagi alla circolazione».

 

Fonte: Leggo.it