Comunicato stampa del 23 marzo 2011


Moda Group S.p.A.
CityModa - FashionTown


Immancabilmente riparte la querelle sulle aperture domenicali e festive che riguardano la Città di Bari, che utilizza come sponda la “disquisizione” su Bari Città Turistica - poiché altra definizione non sembra possa calzare al caso in questione - e che contrappone favorevoli e contrari.

Dopo gli interventi del Sindaco Michele Emiliano e del presidente di Camera di Commercio e Confcommercio arriva l’intervento di Giancarlo Fiore, Presidente di Moda Group S.p.A., a capo delle note insegne di abbigliamento CityModa e FashionTown.

<<La nostra posizione è notoriamente volta ad una totale liberalizzazione di orari e aperture al pubblico.>> <<Vista la crisi ormai stagnante, che non permette più a nessuno di crogiolarsi su antichi fasti, si richiede un grande senso di responsabilità e forte voglia di sacrificarsi nel lavoro e nell’impegno, senza trascurare alcuna delle possibilità utili a intercettare una clientela sempre più esigente e depauperata del suo potere d’acquisto.>>

Fiore, prima ancora di porre l’attenzione sui possibili scenari che possano rappresentare una accettabile mediazione rispetto all’attuale inquadramento normativo, esprime un parere sullo status di città d’arte per Bari:  <<Da cittadino ed esercente barese, mi chiedo quale possa essere il danno correlato allo status di città d’arte.>> <<Se questo status rappresenta un elemento qualificante per la città ben venga.>>

<<Un errore sarebbe, piuttosto, addentrarsi in pericolose dissertazioni e tecnicismi che esulano da ciò che è più utile e opportuno per la città nel suo insieme e che portino a determinare un cambio di rotta senza le opportune considerazioni sull’impatto nei confronti dell’economia locale>>.

Continua Fiore: <<Per quanto concerne il calendario delle deroghe alle aperture domenicali, come si accennava in precedenza, sarebbe utile comprendere quali margini interpretativi si possono avere.>>

<<Dato per assodato, che a Bari si possono concedere almeno 33 domeniche e festivi comprese quelle di dicembre, si potrebbe concertare, con le associazioni di categoria, un calendario che preveda le aperture nei periodi che storicamente rappresentano maggiori opportunità per tutti.>> <<Infatti Bari, nei mesi estivi si spopola: “sprecare” quindi queste aperture in un periodo che nessuno apprezza non ha molto senso.>>

<<Perché a questo punto non valutare un calendario che risponda a due requisiti come la continuità del servizio offerto e le reali esigenze di esercenti e consumatori?>> <<Il primo requisito verte intanto a garantire alle aziende di pubblicizzare in modo semplice le aperture che coincidono con periodi medi o medio - lunghi, e poi a favorire i consumatori, che diversamente si sentirebbero costretti a cercare notizie su calendari di deroghe a singhiozzo e poco attendibili.>>

<<Il secondo requisito, ovviamente, risponde ad esigenze tangibili.>>

<<Se si aprisse, infatti, in un periodo storicamente più fruttuoso per le aziende, si andrebbero a spronare, verso l’apertura festiva, quegli imprenditori che oggi sono più scettici e meno inclini, e questo senz’altro gioverebbe ai consumatori.>>

<<I periodi sono noti e coincidono con l’inizio dei saldi estivi ed invernali, buona parte della primavera ed i mesi autunnali e invernali a cavallo tra la fine di Settembre fino a tutto il mese di Dicembre.>> Conclude Fiore <<Noi e molti altri esercenti della media e grande distribuzione, in questo caso, saremmo pronti a rinunciare alle aperture di Febbraio e inizio Marzo, Giugno, fine Luglio, Agosto e inizio di Settembre.>>

<<Si andrebbe, così, verso una concertazione del calendario garantendo i principi enunciati dalla legge regionale senza sforare il tetto “minimo” previsto dalla stessa norma.>>

<<Sarebbe opportuno quindi procedere in questa direzione anche perché la norma non lo vieta, ancor meno quando questo dovesse avvenire mediante un più che auspicato percorso di concertazione con le associazioni di categoria.>> <<Fermeremmo in questo modo un processo di litigiosità innescato in questi anni, che non sta giovando nessuno.>>