FashionTown: Emiliano ci aiuti ad aprire per salvare i dipendenti

FashionTown, punto vendita di abbigliamento ed accessori di Bari che si trova sulla tangenziale del capoluogo, all'interno del parco commerciale BariMax, da mercoledì scorso è chiuso al pubblico, riaprirà giovedì 13. Un'azione che, secondo il punto vendita, «ha inflitto un danno gravissimo all'azienda con conseguenze che potrebbero ricadere sui lavoratori.

II tutto è scaturito dal mancato rispetto del calendario delle aperture domenicali. II Comune di Bari ha prima irrogato pesanti sanzioni pecuniarie poi, con l'ordinanza n. 1020 del 22 dicembre 2010, ha disposto la chiusura dell'attività commerciale nel periodo dell'anno più importante in termini di vendite e fatturati. L'azienda ha tentato la strada del ricorso d'urgenza al tribunale amministrativo regionale ma senza riuscire a ottenere un esito favorevole.

Giancarlo Fiore, fondatore di FashionTown e CityModa, ha espresso grande rammarico per quanto accaduto: «Quando abbiamo preso la decisione di alzare le nostre saracinesche a Bari, come succede normalmente a Lecce, Brindisi e Molfetta eravamo consapevoli di rischiare una sanzione come questa ma non ci saremmo mai aspettati una forma di accanimento simile. Abbiamo poi chiesto di scontare la nostra "pena" in un altro periodo, per non vanificare il lavoro di un anno intero e salvaguardare i nostri dipendenti, ma i nostri interlocutori istituzionali, ad oggi, sono rimasti completamente inerti a qualsiasi nostra istanza». «Spero ancora - aggiunge Fiore - in un intervento del sindaco Emiliano che possa permetterci un'apertura in extremis: saremmo pronti a rispettare il provvedimento sospensivo in un periodo di normale affluenza e sederci attorno a un tavolo per dare il nostro contributo a migliorare l'offerta verso i consumatorii». «Diversamente - conclude Fiore - saremo costretti a svendere ulteriormente la merce, per tentare di salvare la stagione di vendite, soprattutto, avviare la procedura della cassa integrazione per i nostri venticinque collaboratori».

Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno